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L’uomo in attesa

2° PARTE

La nascita è un evento durante il quale la potenza e la forza femminile si esprimono in modo marcato e l’uomo si trova di fronte ad una componente della personalità della compagna che a volte non aveva ancora avuto modo di conoscere.

Nel primo trimestre di esogestazione avviene una nuova crisi: madre e bambino sono per il padre due persone alle quali relazionarsi, che però sono, per il momento, un'”unica persona“, e questa situazione particolare può spiazzare e disorientare molto. Ma sarà proprio questo che aiuterà l’uomo ad entrare nella fase successiva: la relazione con la diade madre-bambino.

Nel secondo trimestre l’uomo si relaziona e vive il legame con la diade madre -bambino, in un nuovo equilibrio, anche con il proprio maschile e femminile, e focalizza meglio il suo ruolo di padre. E’ una fase di benessere per tutti e tre, dove l’uomo ha il gratificante compito di essere il protettore del legame madre-bambino, e dove è molto evidente la presenza dei due ecosistemi.

Nel terzo trimestre la donna inizia una nuova separazione dal bambino, che diventa più autonomo. Anche qui è sempre il bambino l’attivatore delle varie fasi: è lui che inizia a relazionarsi singolarmente col padre (non più attraverso la madre) e a stimolare l’inizio del legame tra loro due. La donna vive un’altra fase di ambivalenza, e l’uomo deve affrontare, da una parte la crisi della compagna, dall’altra un bisogno di iniziare a rapportarsi da solo con questa nuova persona che è il bambino.

Alla fine del terzo trimestre la donna conclude una prima fase di forte crescita personale, e compie quel processo che definiamo di “ripartorire se stessa”, ovvero di rinascita come nuova donna. La coppia si ritroverà in un nuovo ciclo di relazione grazie al processo di maturazione così forte e rapido vissuto insieme. Ognuno dei due dovrà conoscere e riconoscere l’altro e creerà una nuova qualità della relazione.

Altro elemento importante di questa fase del ciclo di vita è rappresentato dal conflitto culturale donna-madre/donna-sociale, che la donna vive durante tutta la maternità, ma che vive molto anche l’uomo: risulta difficile vedere nella propria compagna sia la madre del proprio figlio , sia la donna che lavora, con la quale si fa l’amore, con delle esigenze proprie di donna…

Questa ambivalenza che sarà presente per tutti i 18 mesi (9 di endogestazione, 9 di esogestazione) sarà elaborata e riequilibrata dalla donna proprio in questo suo “ripartorirsi” e successivamente anche l’uomo riuscirà a sovrapporre queste due figure nell’unica persona della sua compagna.

Così come è il bambino l’attivatore del legame madre-bambino, così è la donna che con i suoi nuovi bisogni spinge il suo compagno dentro un mondo per lui culturalmente nuovo, in un’esperienza di crescita forte, che gli permetterà di attivare parti di sè storicamente sepolte, e di rispondere al suo bisogno di scoprire e costruire un altro ruolo di compagno e di padre.

 

a cura di Teresina Moschese

 

Visualizza la 1° parte 

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